INTERVISTA DEMETRIO ALBERTINI

INTERVISTA DEMETRIO ALBERTINI

Quanto è importante il movimento per stare bene?

Il movimento è fondamentale, una priorità che dobbiamo tenere sempre presente. Fare sport è la cosa migliore ma anche la sola attività motoria ci aiuta e deve far parte del nostro quotidiano perché contribuisce al nostro benessere, alla nostra salute e all’ambiente.

Come trasmetti la passione per l’attività fisica ai tuoi figli?

La prima cosa è parlarne insieme, quindi metterli poi nelle migliori condizioni affinché si creino i presupposti perché possano coltivare la loro personale passione per lo sport. I miei figli, ad esempio, hanno praticato tanti sport differenti per poi scegliere soltanto da adolescenti quello che davvero più gli piaceva.

Descrivi in una parola il tuo rapporto con lo sport Lo sport per me è condivisione. Non a caso ho scelto uno sport di squadra in cui c’è una vera e propria condivisione dei valori, degli obiettivi, del percorso e dello stato d’animo in ogni aspetto e in ogni situazione.

 

INTERVISTA DAVIDE OLDANI

INTERVISTA DAVIDE OLDANI

Come smentire il preconcetto “cibo sano = piatti noiosi e insipidi”? Cioè, come si conciliano gola e salute?

Con l’equilibrio. Penso che nell’approcciare il cibo sia importante concedersi tutto con moderazione, privilegiare gli alimenti di qualità senza eccedere nella quantità ma soprattutto portare avanti questi principi con costanza.

Come trasmetti a tua figlia i principi per una sana nutrizione?

Io e la mia compagna non le vietiamo nessun cibo, al contrario, cerchiamo di proporle di tutto in quantità adeguate alla sua età. Concediamo tranquillamente, ovviamente senza esagerare, anche il pezzetto di cioccolato o la caramella. Per i dolci, così come per tutti gli altri alimenti, è fondamentale l’attenzione alla qualità e alle preparazioni.

Descrivi in una parola il tuo rapporto con il cibo In una parola? Vita.

 

La Dieta Mediterranea come modello di vita

La dieta che più rispetta le semplici e fondamentali regole della corretta alimentazione è la Dieta Mediterranea, dichiarata patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco. Grazie alla sua naturale composizione (12-18% di proteine, 45-60% di carboidrati e 20-35% di grassi) assicura il giusto apporto di nutrienti al nostro organismo. Seguire la Dieta Mediterranea significa vivere meglio e più a lungo, seguendo alcune regole alimentari quotidiane:

  1. Elevato consumo di frutta, verdura, legumi, noci, semi, pane e cereali integrali.
  2. Consumo moderato di pesce, uova, latticini, carne bianca, pochissima carne rossa e, solo saltuariamente, dolci.
  3. Assunzione regolare di molta acqua e di limitate quantità di vino (durante i pasti).
  4. Uso esclusivo di olio extravergine di oliva come condimento.

Inoltre la Dieta Mediterranea si basa su 4 principi fondamentali per prenderci cura della nostra salute, quali l’attività fisica quotidiana, la convivialità a tavola, il consumo di porzioni moderate e l’utilizzo di alimenti locali e di stagione

 

La cottura degli alimenti secondo la Dieta Mediterranea

I diversi metodi di cottura rendono i cibi più appetibili e digeribili, offrendo anche una maggiore sicurezza alimentare da un punto di vista batteriologico e parassitologico. È importante trovare delle modalità che esaltino i sapori dei cibi senza perdere le sostanze nutrienti, come le vitamine, minerali e agenti antiossidanti preziosi per la prevenzione dei tumori. Nell’elenco puoi trovare i vari tipi di cottura e i consigli per preparare piatti buoni e salutari.

1. BOLLITURA: si consiglia di mettere gli alimenti nell’acqua nel momento in cui essa arriva a bollore e non aggiungere più di 5 grammi di sale per ogni litro d’acqua. La cottura non deve essere eccessivamente lunga per evitare la perdita di vitamine antiossidanti termolabili come la vitamina C o di polifenoli, anch’essi composti a elevato potere antiossidante. Durante la bollitura una parte dei sali minerali passa nell’acqua di cottura ed è dunque consigliabile recuperare questi nutrienti utilizzando il liquido di cottura per preparare minestre o stufati.

2. PENTOLA A PRESSIONE: con temperature attorno ai 110-120 gradi e per tempi brevi, la cottura a pressione non provoca una perdita eccessiva di vitamine e di sali minerali. È importante avere l’accortezza di non immergere gli alimenti in troppa acqua nella quale si andrebbero a perdere preziosi micronutrienti.

3. CARTOCCIO: il vapore al suo interno tiene morbidi gli ingredienti senza perdere il gusto originario. La cottura al cartoccio protegge gli alimenti dall’aggressione del calore, evitando la dispersione degli aromi, dei principi nutritivi e degli agenti antitumorali.

4. AL FORNO: la cottura al forno avviene a temperature molto alte (da 180 a 250 gradi). Il calore del forno basta a produrre rapidamente una “crosta” dorata di protezione intorno all’alimento che permette di mantenere i principi nutritivi e gli aromi. Evitate temperature eccessive che possono “bruciare” la crosta, rendendola nera, e determinare la formazione di sostanze dannose per l’organismo.

5. AL VAPORE: la temperatura rimane a livelli molto bassi e l’alimento non viene immerso nell’acqua, quindi la perdita dei principi nutritivi viene ridotta al minimo. È un metodo eccellente per cuocere la maggior parte delle verdure i cui sapori e aromi, ma anche le sostanze antitumorali, non vengono diluite nell’acqua di cottura.

6. IN PADELLA: la cottura in padella è preferibile che venga effettuata con olio extra vergine di oliva, che ben sopporta le temperature elevate senza degradarsi in composti che potrebbero essere dannosi per l’organismo umano.

7. SALTATI IN PADELLA: verdure, carne, pesce, pasta e riso sono alimenti che precedentemente cotti possono essere saltati in padella. Affinché non venga penalizzata la salubrità degli alimenti è bene utilizzare poco olio e aspettare che sia caldo prima di mettere gli stessi, ridotti in piccoli pezzi. Gli ingredienti devono essere tenuti in movimento costante sulla fiamma con un cucchiaio di legno o scuotendo la padella tenendola per il manico al fine di minimizzare i danni termici sugli alimenti.

8. ALLA PIASTRA E ALLA GRIGLIA: sono due metodi di cottura che richiedono temperature veramente alte. Oltre a degradare alcune vitamine, se non effettuate in maniera corretta, possono determinare la formazione di composti tossici come il benzopirene. Dunque regolate il calore in modo tale che la cottura non determini bruciature nere evidenti sull’alimento, che contengono sostanze potenzialmente dannose.

9. LA FRITTURA: è considerata tra le preparazioni culinarie più appetibili e gustose. L’olio extra vergine di oliva è ritenuto il più adatto per tale preparazione perché nella cottura si altera meno di qualsiasi altro grasso vegetale o animale. La frittura casalinga è generalmente più digeribile perché la quantità massima di grasso assorbito non supera il 10% del peso iniziale dell’alimento utilizzato. L’olio deve essere rinnovato spesso ed è consigliabile non usare lo stesso olio più di 2-3 volte. È inoltre opportuno filtrarlo per eliminare i residui di alimenti. È bene ricordare che gli alimenti vanno fritti a una temperatura tale da non superare mai il cosiddetto punto fumo, ben preciso per ogni tipo di olio. Il punto fumo è la barriera oltre la quale gli oli si decompongono formando sostanze nocive per l’organismo, come ad esempio l’acroleina. L’olio extra vergine di oliva è quello che ha il punto fumo più alto (210° C rispetto ai 150°C del migliore olio di semi). Pertanto poiché la temperatura ideale per una buona frittura è pari a 170-180°C l’olio extravergine di oliva è il grasso migliore da utilizzare per questo tipo di cottura.

10. MICROONDE: la rapidità di cottura permette di conservare le proprietà nutrizionali dell’alimento. L’energia a microonde è prodotta in una sorgente e si irradia in forma di onde elettromagnetiche ad alta frequenza che, penetrando nell’alimento, fanno vibrare le particelle di acqua e grasso in esso contenute, producendo per attrito il calore che cuoce il cibo.

 

I benefici dell’attività fisica per la salute

Seguire uno stile di vita sedentario rappresenta un fattore di rischio per molte gravi patologie metaboliche e tumori. Per questo praticare una regolare attività fisica significa restare in salute, migliorare il benessere psico-fisico e regalare numerosi benefici al nostro organismo. Anche se la maggior parte della popolazione occidentale non è sufficientemente attiva, è importante sottolineare che non è necessario un grande dispendio di tempo o risorse economiche per ottenere i benefici dell’attività fisica.

A fare la differenza sono i piccoli accorgimenti della nostra vita quotidiana, come guardare il meno possibile la tv o il computer, mentre è importante svolgere attività ricreative, esercizi muscolari come lo yoga, lo stretching 2-3 volte a settimana. Ancora più efficaci possono essere le attività sportive come tennis, calcio, basket, nuoto, ballo ed escursioni dalle 3 alle 5 volte a settimana.

Infine, per chi ha meno tempo a disposizione, è importante passeggiare ogni giorno il più possibile, scegliendo le strade più lunghe o parcheggiando l’automobile lontano da casa o dal luogo di lavoro.

INTERVISTE

I volti della Settimana Nazionale della Prevenzione Oncologica

INTERVISTA DEMETRIO ALBERTINI

INTERVISTA DEMETRIO ALBERTINI

Quanto è importante il movimento per stare bene?

Il movimento è fondamentale, una priorità che dobbiamo tenere sempre presente. Fare sport è la cosa migliore ma anche la sola attività motoria ci aiuta e deve far parte del nostro quotidiano perché contribuisce al nostro benessere, alla nostra salute e all’ambiente.

Come trasmetti la passione per l’attività fisica ai tuoi figli?

La prima cosa è parlarne insieme, quindi metterli poi nelle migliori condizioni affinché si creino i presupposti perché possano coltivare la loro personale passione per lo sport. I miei figli, ad esempio, hanno praticato tanti sport differenti per poi scegliere soltanto da adolescenti quello che davvero più gli piaceva.

Descrivi in una parola il tuo rapporto con lo sport Lo sport per me è condivisione. Non a caso ho scelto uno sport di squadra in cui c’è una vera e propria condivisione dei valori, degli obiettivi, del percorso e dello stato d’animo in ogni aspetto e in ogni situazione.

 

INTERVISTA DAVIDE OLDANI

INTERVISTA DAVIDE OLDANI

Come smentire il preconcetto “cibo sano = piatti noiosi e insipidi”? Cioè, come si conciliano gola e salute?

Con l’equilibrio. Penso che nell’approcciare il cibo sia importante concedersi tutto con moderazione, privilegiare gli alimenti di qualità senza eccedere nella quantità ma soprattutto portare avanti questi principi con costanza.

Come trasmetti a tua figlia i principi per una sana nutrizione?

Io e la mia compagna non le vietiamo nessun cibo, al contrario, cerchiamo di proporle di tutto in quantità adeguate alla sua età. Concediamo tranquillamente, ovviamente senza esagerare, anche il pezzetto di cioccolato o la caramella. Per i dolci, così come per tutti gli altri alimenti, è fondamentale l’attenzione alla qualità e alle preparazioni.

Descrivi in una parola il tuo rapporto con il cibo In una parola? Vita.

 

DIETA MEDITERRANEA

La Dieta Mediterranea come modello di vita

La Dieta Mediterranea come modello di vita

La dieta che più rispetta le semplici e fondamentali regole della corretta alimentazione è la Dieta Mediterranea, dichiarata patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco. Grazie alla sua naturale composizione (12-18% di proteine, 45-60% di carboidrati e 20-35% di grassi) assicura il giusto apporto di nutrienti al nostro organismo. Seguire la Dieta Mediterranea significa vivere meglio e più a lungo, seguendo alcune regole alimentari quotidiane:

  1. Elevato consumo di frutta, verdura, legumi, noci, semi, pane e cereali integrali.
  2. Consumo moderato di pesce, uova, latticini, carne bianca, pochissima carne rossa e, solo saltuariamente, dolci.
  3. Assunzione regolare di molta acqua e di limitate quantità di vino (durante i pasti).
  4. Uso esclusivo di olio extravergine di oliva come condimento.

Inoltre la Dieta Mediterranea si basa su 4 principi fondamentali per prenderci cura della nostra salute, quali l’attività fisica quotidiana, la convivialità a tavola, il consumo di porzioni moderate e l’utilizzo di alimenti locali e di stagione

 

La cottura degli alimenti secondo la Dieta Mediterranea

I diversi metodi di cottura rendono i cibi più appetibili e digeribili, offrendo anche una maggiore sicurezza alimentare da un punto di vista batteriologico e parassitologico. È importante trovare delle modalità che esaltino i sapori dei cibi senza perdere le sostanze nutrienti, come le vitamine, minerali e agenti antiossidanti preziosi per la prevenzione dei tumori. Nell’elenco puoi trovare i vari tipi di cottura e i consigli per preparare piatti buoni e salutari.

1. BOLLITURA: si consiglia di mettere gli alimenti nell’acqua nel momento in cui essa arriva a bollore e non aggiungere più di 5 grammi di sale per ogni litro d’acqua. La cottura non deve essere eccessivamente lunga per evitare la perdita di vitamine antiossidanti termolabili come la vitamina C o di polifenoli, anch’essi composti a elevato potere antiossidante. Durante la bollitura una parte dei sali minerali passa nell’acqua di cottura ed è dunque consigliabile recuperare questi nutrienti utilizzando il liquido di cottura per preparare minestre o stufati.

2. PENTOLA A PRESSIONE: con temperature attorno ai 110-120 gradi e per tempi brevi, la cottura a pressione non provoca una perdita eccessiva di vitamine e di sali minerali. È importante avere l’accortezza di non immergere gli alimenti in troppa acqua nella quale si andrebbero a perdere preziosi micronutrienti.

3. CARTOCCIO: il vapore al suo interno tiene morbidi gli ingredienti senza perdere il gusto originario. La cottura al cartoccio protegge gli alimenti dall’aggressione del calore, evitando la dispersione degli aromi, dei principi nutritivi e degli agenti antitumorali.

4. AL FORNO: la cottura al forno avviene a temperature molto alte (da 180 a 250 gradi). Il calore del forno basta a produrre rapidamente una “crosta” dorata di protezione intorno all’alimento che permette di mantenere i principi nutritivi e gli aromi. Evitate temperature eccessive che possono “bruciare” la crosta, rendendola nera, e determinare la formazione di sostanze dannose per l’organismo.

5. AL VAPORE: la temperatura rimane a livelli molto bassi e l’alimento non viene immerso nell’acqua, quindi la perdita dei principi nutritivi viene ridotta al minimo. È un metodo eccellente per cuocere la maggior parte delle verdure i cui sapori e aromi, ma anche le sostanze antitumorali, non vengono diluite nell’acqua di cottura.

6. IN PADELLA: la cottura in padella è preferibile che venga effettuata con olio extra vergine di oliva, che ben sopporta le temperature elevate senza degradarsi in composti che potrebbero essere dannosi per l’organismo umano.

7. SALTATI IN PADELLA: verdure, carne, pesce, pasta e riso sono alimenti che precedentemente cotti possono essere saltati in padella. Affinché non venga penalizzata la salubrità degli alimenti è bene utilizzare poco olio e aspettare che sia caldo prima di mettere gli stessi, ridotti in piccoli pezzi. Gli ingredienti devono essere tenuti in movimento costante sulla fiamma con un cucchiaio di legno o scuotendo la padella tenendola per il manico al fine di minimizzare i danni termici sugli alimenti.

8. ALLA PIASTRA E ALLA GRIGLIA: sono due metodi di cottura che richiedono temperature veramente alte. Oltre a degradare alcune vitamine, se non effettuate in maniera corretta, possono determinare la formazione di composti tossici come il benzopirene. Dunque regolate il calore in modo tale che la cottura non determini bruciature nere evidenti sull’alimento, che contengono sostanze potenzialmente dannose.

9. LA FRITTURA: è considerata tra le preparazioni culinarie più appetibili e gustose. L’olio extra vergine di oliva è ritenuto il più adatto per tale preparazione perché nella cottura si altera meno di qualsiasi altro grasso vegetale o animale. La frittura casalinga è generalmente più digeribile perché la quantità massima di grasso assorbito non supera il 10% del peso iniziale dell’alimento utilizzato. L’olio deve essere rinnovato spesso ed è consigliabile non usare lo stesso olio più di 2-3 volte. È inoltre opportuno filtrarlo per eliminare i residui di alimenti. È bene ricordare che gli alimenti vanno fritti a una temperatura tale da non superare mai il cosiddetto punto fumo, ben preciso per ogni tipo di olio. Il punto fumo è la barriera oltre la quale gli oli si decompongono formando sostanze nocive per l’organismo, come ad esempio l’acroleina. L’olio extra vergine di oliva è quello che ha il punto fumo più alto (210° C rispetto ai 150°C del migliore olio di semi). Pertanto poiché la temperatura ideale per una buona frittura è pari a 170-180°C l’olio extravergine di oliva è il grasso migliore da utilizzare per questo tipo di cottura.

10. MICROONDE: la rapidità di cottura permette di conservare le proprietà nutrizionali dell’alimento. L’energia a microonde è prodotta in una sorgente e si irradia in forma di onde elettromagnetiche ad alta frequenza che, penetrando nell’alimento, fanno vibrare le particelle di acqua e grasso in esso contenute, producendo per attrito il calore che cuoce il cibo.

 

ATTIVITÀ FISICA

I benefici dell’attività fisica per la salute

I benefici dell’attività fisica per la salute

Seguire uno stile di vita sedentario rappresenta un fattore di rischio per molte gravi patologie metaboliche e tumori. Per questo praticare una regolare attività fisica significa restare in salute, migliorare il benessere psico-fisico e regalare numerosi benefici al nostro organismo. Anche se la maggior parte della popolazione occidentale non è sufficientemente attiva, è importante sottolineare che non è necessario un grande dispendio di tempo o risorse economiche per ottenere i benefici dell’attività fisica.

A fare la differenza sono i piccoli accorgimenti della nostra vita quotidiana, come guardare il meno possibile la tv o il computer, mentre è importante svolgere attività ricreative, esercizi muscolari come lo yoga, lo stretching 2-3 volte a settimana. Ancora più efficaci possono essere le attività sportive come tennis, calcio, basket, nuoto, ballo ed escursioni dalle 3 alle 5 volte a settimana.

Infine, per chi ha meno tempo a disposizione, è importante passeggiare ogni giorno il più possibile, scegliendo le strade più lunghe o parcheggiando l’automobile lontano da casa o dal luogo di lavoro.

LE VIRTÙ DELL’OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA

Attraverso la Dieta Mediterranea si è in grado di preservare le recidive del tumore, specie in relazione all’utilizzo dell’olio extra vergine di oliva per le sue qualità antitumorali e benefiche per l’organismo. Di seguito elenchiamo i benefici del consumo dell’olio EVO come alimento fondamentale per la prevenzione oncologica.

DALLA PARTE DEL CUORE

I polifenoli contenuti nell’olio EVO ci proteggono dalle malattie cardiovascolari, contrastando l’ipertensione, l’aterosclerosi e l’ipercolesterolemia che sono le principali cause delle malattie cardio-circolatorie. Di seguito elenchiamo i benefici del consumo dell’olio EVO come alimento fondamentale per la prevenzione oncologica.

FA BENE ALLA TESTA E AL SISTEMA NERVOSO

L’olio EVO svolge un’azione benefica nello sviluppo del sistema nervoso: la sua composizione lipidica è simile
a quella del latte materno, rendendolo essenziale nella dieta del bambino. In età adulta, invece, ci preserva dalle malattie legate al rallentamento e al deterioramento delle funzioni celebrali, come nel caso dell’Alzheimer.

UN TOCCASANA PER L’INTESTINO

L’acido oleico dell’olio EVO è il più digeribile e il più sano tra i grassi ed ha un effetto benefico su tutto il sistema gastrointestinale, prevenendo gastriti e ulcere. Inoltre accelera il transito del tratto intestinale, favorendone la regolarità.

UN ALLEATO CONTRO IL DIABETE

Le ricerche hanno dimostrato che una dieta ricca di olio EVO potrebbe ridurre a lungo termine la necessità di farmaci nei pazienti diabetici.

COME SCEGLIERE UN OLIO DI QUALITÀ

Come scegliere un olio di qualità

La qualità dell’olio dipende innanzitutto dalla sanità, dallo stadio di maturazione delle olive e dal metodo di raccolta. L’olio viene valutato e quindi classificato per legge in diverse tipologie in base al tipo di estrazione (meccanica o chimica) e al contenuto in acido oleico

Gli oli di oliva vergini si possono classificare in tre gruppi:

1. Olio extra vergine di oliva (EVO)

2. Olio di oliva vergine

3. Olio di oliva lampante

Quello che viene venduto con l’etichetta “olio di oliva” è un olio ottenuto da oli lampanti attraverso la raffinazione, cioè una serie di trattamenti che lo privano di molti componenti salutari, ma del succo di oliva contiene ben poco. Va sottolineato che non esistono oli leggeri (opinione ancora oggi piuttosto diffusa) e oli pesanti, esistono invece oli più salutari e altri meno salutari. L’EVO è il più salutare e il più digeribile fra tutti gli oli, è più viscoso e meno fluido degli altri a causa del contenuto preponderante di acido oleico, per questo si pensa erroneamente che sia più grasso, più pesante e meno digeribile rispetto all’olio di semi. Infine l’EVO è un alimento prezioso, adatto per ogni età (in special modo per i neonati) e aiuta lo sviluppo armonico dei bambini.

Come scoprirlo leggendo l’etichetta

Sul fronte di ogni bottiglia di olio è presente un’etichetta in cui vengono riportate le origini di provenienza e produzione. Se l’olio in questione contiene olive italiane ed è stato prodotto in Italia, l’etichetta avrà una di queste tre diciture:

Origine Italia

Prodotto italiano

100% italiano

Tutti le altre diciture, come “miscele di oli di oliva comunitari”, indicano che l’olio ha origini non italiane e che proviene da altri paesi. Un errore comune è quello di confondere le origini dell’olio con la sede dell’imbottigliamento, infatti la dicitura “Imbottigliato da…” serve semplicemente a identificare l’imbottigliatore che si occupa di riempire, tappare ed etichettare le bottiglie seguendo le regole.

Per orientarsi sulla qualità nell’acquisto, il consumatore può individuare i prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP), il marchio di qualità che viene attribuito a un prodotto il cui intero ciclo produttivo viene svolto all’interno di un’area geografica ben delimitata, e quindi non è riproducibile al di fuori di essa.

L’olio extra vergine di oliva 100% italiano

L’olio EVO italiano è un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo, simbolo della cultura e della civiltà mediterranea. Nonostante le sue antiche origini, oggi l’olio continua ad essere per tutti un alimento prezioso, genuino e sempre presente su tutte le nostre tavole.

L’Italia è il secondo produttore in Europa e nel mondo di olio di oliva e la produzione si concentra principalmente nelle zone centrali e a sud del Paese, in particolare in Puglia, Campania, Sicilia, Calabria e Lazio.

Nel nostro Paese esistono centinaia di varietà di olive che hanno forme, dimensioni e caratteristiche diverse tra loro, ma tutte eccellenti. Inoltre per le sue caratteristiche nutrizionali, per purezza e per la cura che tutti i produttori italiani dedicano tutto l’anno al territorio e alle piante di olivo, l’olio EVO italiano è il più gradito dai consumatori di tutto il mondo.

 

STOP ALLE FAKE NEWS

Lo sviluppo delle nuove tecnologie e la loro diffusione tra la popolazione ha mutato il modo in cui le persone si informano. La rete, tuttavia, non è popolata solo da professionisti, ma anche da esperti improvvisati che diffondono le così dette Fake News che possono mettere in serio pericolo la nostra salute.

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SU ALIMENTAZIONE, SPORT E TUMORI.

Alimentazione, sport e tumori: le Fake News

Esistono cibi che possono curare i tumori.

FALSO. Non esiste nessuna evidenza scientifica che singoli cibi possano curare i tumori. È però vero che una dieta equilibrata e uno stile di vita attivo, nonché l’essere normopeso, sono fattori che aiutano a prevenire diverse tipologie di tumori.

Una dieta sana può sostituire la terapia per il cancro.

FALSO. Non vi è alcuna evidenza scientifica che la sola dieta possa evitare le terapie oncologiche. Al contrario, la letteratura scientifica è ormai ricca di dati che dimostrano che solo le opportune terapie come la radioterapia o la chemioterapia possano curare definitivamente le patologie tumorali e prevenire le recidive. Tuttavia, è vero che la sinergia tra terapie, uno stile di vita attivo e una dieta bilanciata possano favorire la guarigione ed evitare recidive.

Il latte fa venire il cancro.

FALSO. Non esiste alcuna prova scientificamente valida che un consumo moderato di latte, nell’ambito di una dieta equilibrata, esponga a un maggior rischio di tumore. Un cappuccino al mattino, dunque, non mette in pericolo di vita nessuno.

Il miele è un rimedio naturale contro il cancro.

FALSO. Il miele non è un rimedio naturale contro il cancro. Vero è invece che questo alimento ha proprietà nutritive adatte all’uso per i pazienti oncologici in sostituzione del comune zucchero da cucina. Il miele ha inoltre proprietà anti-infiammatorie che possono coadiuvare il trattamento delle mucositi da radioterapia.

Lo zenzero è un chemioterapico.

FALSO. Gli studi alla base di presunte proprietà chemioterapiche degli alimenti sono in genere esperimenti in vitro, su colture cellulari, che non documentano alcuna reale utilità clinica. Esiste però molta letteratura scientifica sull’utilità dello zenzero come rimedio per la nausea e per il vomito indotti dalla chemioterapia.

Esistono “supercibi” in grado di combattere il cancro e potenziare il sistema immunitario.

FALSO. I “supercibi” non esistono. La salute non risiede in nessun alimento, ma nell’armonia e nell’equilibrio del nostro stile di vita. Il nostro lavoro quotidiano per abbassare i livelli di stress, i momenti di riposo e di ricarica, una dieta a base vegetale sono più potenti di qualsiasi “supercibo”. È però vero che ci sono alimenti in cui sono particolarmente concentrati dei componenti bioattivi la cui presenza nella dieta favorisce la prevenzione tumorale. Tra questi il pomodoro (licopene), i mirtilli (antociani), la cipolla (quercetina) e l’aglio (allicina).

La carne rossa fa venire il cancro.

FALSO. Non vi è alcuna evidenza scientifica che la carne rossa non lavorata, assunta nelle giuste quantità e nell’ambito di una dieta variata, sia un agente cancerogeno certo. Per alcune categorie come i bambini e le donne in gravidanza costituisce anzi un alimento importante per fornire i nutrienti necessari come il ferro e la vitamina B12.

Il forno a microonde è cancerogeno.

FALSO. La cottura nel forno a microonde non rende radioattivo il cibo e non causa tumori. Non rimane alcuna energia nel cibo dopo che il forno a microonde è stato spento. Il cibo cotto nel forno a microonde è sicuro e ha lo stesso valore nutritivo e la stessa qualità del cibo cotto in un forno tradizionale. In alcuni casi le cotture possono essere meno violente (temperature più basse), condizioni che favoriscono la qualità.

Il bicarbonato di sodio cura (o previene) il cancro.

FALSO. Il solo bicarbonato non può curare nessuna patologia, tantomeno una complessa come il tumore.  Può essere usato per lavare frutta e verdura, per far lievitare torte e biscotti; ma non come medicina. La fake news origina dal fatto che è noto come i tumori proliferino e si espandano in ambiente acido. Da qui la facile deduzione che il bicarbonato possa agire come “neutralizzatore”. In sintesi, seppur nessuno studio dimostri come un cucchiaino di bicarbonato non abbia effetti curativi, vero è che l’abuso di bicarbonato per presunti scopi terapeutici è costato un ricovero in ospedale per alcune persone incaute.

Gli integratori prevengono i tumori.

FALSO. Non ci sono evidenze scientifiche che gli integratori abbiano un ruolo nella prevenzione oncologica, anzi alcune evidenze dimostrano proprio il contrario. Ad esempio, integratori di beta carotene e vitamina E -nei fumatori- possono favorire l’insorgenza di patologie tumorali. Gli integratori non sono sostituti degli alimenti, non attenuano gli effetti dell’inquinamento atmosferico sul nostro corpo e non compensano il presunto scarso valore nutritivo dei cibi OGM o dei vegetali per i quali sono stati utilizzati pesticidi.

La cottura alla griglia conviene perché “sgrassa” la carne.

FALSO. Sebbene questa affermazione possa, forse, avere una componente di verità (il grasso che cola effettivamente viene perso dall’alimento) non trova di fatto un riscontro pratico, in quanto grigliare risulta essere un metodo di cottura talvolta nocivo. Durante la cottura ad alte temperature, come appunto la grigliatura o la cottura alla brace, si liberano dalla combustione del grasso sostanze cancerogene, capaci di favorire l’insorgenza di tumori. L’uso saltuario di questa metodica è comunque un metodo piacevole e sicuro.

Chi fa sport può mangiare quello che vuole e non ingrasserà mai.

FALSO. Questa convinzione sarebbe vera se ognuno di noi fosse in grado di calcolare esattamente sia la quantità di calorie che assume mangiando e bevendo, sia quelle bruciate con l’attività fisica. È più probabile invece che si mangi e si beva per un totale di calorie molto maggiore rispetto a quelle che si consumano facendo sport. È però assolutamente innegabile che un’attività fisica regolare, e meglio ancora la pratica continuativa di uno sport, aiuti a mantenere il giusto peso e una buona forma fisica, prevenendo sia il sovrappeso che l’obesità, importanti fattori di rischio per le malattie croniche, degenerative e tumori. Tuttavia, da soli l’esercizio fisico o l’attività sportiva (anche intensa) non bastano: l’attività motoria/sportiva deve essere sempre associata a una dieta equilibrata e varia.

Gli integratori alimentari sono indispensabili per chi fa sport.

FALSO. L’utilità degli integratori alimentari è spesso questionabile, inoltre, se gli integratori alimentari vengono assunti senza controllo e prescrizione medica potrebbero addirittura danneggiare la nostra salute. È quindi sempre necessario distinguere i due ambiti di utilizzo degli integratori: quello dello sport non agonistico e quello agonistico. Nel primo caso, le persone non hanno generalmente necessità di utilizzare integratori per la loro attività sportiva: seguendo un’alimentazione varia ed equilibrata e proporzionata in calorie, lo sportivo amatoriale può facilmente mantenere un corpo forte e robusto. Nettamente diversa è la situazione in chi pratica sport a livello agonistico, poiché durante l’allenamento perde sali minerali, vitamine e proteine non facilmente recuperabili attraverso l’alimentazione e l’idratazione.

La sauna permette di dimagrire senza alcuno sforzo.

FALSO. È innegabile che con la sudorazione si perdano sia liquidi che sali minerali, ma in condizioni di normalità, la perdita di queste sostanze viene compensata fisiologicamente dal nostro organismo in un numero limitato di ore e questo riporta il peso corporeo ai valori precedenti. La sauna è certamente un antico metodo salutare che sfrutta il calore intenso per ottenere la dilatazione dei pori della pelle con un conseguente aumento della sudorazione: favorisce la circolazione sanguigna, linfatica e l’espulsione di varie tossine. Tuttavia, se si intende perdere peso corporeo con la sauna, è necessario associare ad essa un adeguato esercizio fisico, reintegrare i liquidi persi e seguire un’adeguata alimentazione.

L’attività fisica fa bene ai giovani, non agli anziani.

FALSO. Nella maggior parte degli anziani è diffusa la convinzione che l’attività fisica possa essere utilmente praticata solo dai giovani e che “ad una certa età” non solo non porti benefici, ma possa rappresentare un pericolo, soprattutto in termini di traumi. Meglio perciò osservare una dieta ferrea se si vuole restare in forma. In realtà, i vantaggi di una regolare attività fisica, a tutte le età sono molteplici: contribuisce a rallentare i processi di invecchiamento, riduce i sintomi e le complicanze di patologie presenti, migliora le funzioni cognitive, aumenta la forza e la massa muscolare ed evita situazioni di isolamento e solitudine, di fatto migliorando la qualità della vita.

Ai bambini, che sono sempre in movimento, non serve fare attività fisica.

FALSO. Purtroppo, i dati provenienti da studi sia a livello nazionale che internazionale non confermano queste convinzioni. Essi mostrano invece che una troppo elevata percentuale di bambini si trova in condizioni di eccesso ponderale od obesità, quali conseguenze di una vita sedentaria e di un’alimentazione poco sana e squilibrata. Questo pone problemi di salute non solo nel breve termine, ma aumenta considerevolmente il rischio di sviluppare malattie croniche degenerative e tumorali. Per questo motivo, è essenziale aiutare i bambini ad adottare uno stile di vita caratterizzato da una regolare attività fisica abbinata a un’alimentazione sana.

Durante l’allattamento al seno è meglio non fare sport.

FALSO. In realtà, l’attività sportiva moderata durante l’allattamento andrebbe favorita; è però importante non esagerare, affaticandosi troppo. L’allattamento al seno è fortemente raccomandato dall’OMS perché rappresenta il miglior metodo alimentare per garantire una sana crescita e sviluppo dei neonati grazie alla sua influenza unica sulla salute biologica ed emotiva sia delle madri che del neonato stesso. Inoltre l’attività fisica, anche quotidiana, contribuisce alla salute psicofisica della neomamma riducendone ansia, depressione e stress. Insieme a una dieta varia ed equilibrata, una regolare attività fisica permette il recupero del peso antecedente alla gravidanza. È inoltre dimostrato come l’attività fisica moderata aumenti la produzione del latte materno.

È meglio allenarsi a digiuno.

FALSO. Fare sport senza alimentazione energetica è inutilmente stressante per l’organismo. Non è necessario assumere cibi ricchi di proteine, come la carne, ma conviene invece consumare cibi come frutta e verdura, specialmente se ricchi d’acqua. Anche l’idratazione, infatti, è fondamentale ed è bene bere acqua minerale a intervalli costanti cercando di evitare bevande zuccherine.

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